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aki no hitomi秋 の 目 May 03 I'm BackDopo mesi e mesi.. ho ripreso a sistemare questo space... nuove foto.. nuove idee.. nuove sensazioni... preparatevi a condividerle con me... e non fatemi mancare i vostri commenti!
AnDrEa July 15 ancora GacktGACKT CAMUI è il nome d'arte di quest'uomo bellissimo. Il suo vero nome è infatti sconosciuto, anche se si mormora che sia Satoru Okabe... Nonostante questo nessuno osa mai chiamarlo così XD I giapponesi lo chiamano spesso e volentieri GAKUTO (pronuncia: Gakto) , quelli di Hey!x3 lo chiamano Gakuchan, Hyde lo chiama Gacchan... Insomma, vedete voi! Basta che non pronunciate il suo nome invano XD Gackt sostiene di essere nato nel nord-Europa (Scandinavia o giù di lì) il 4 Luglio del 1540, ma, come vi ho anticipato nella Scheda, è sicuro che sia nato nel 1973, a Okinawa. Tuttavia, egli ha sempre affermato, e continua ad affermare con convinzione, di avere 465 anni, non solo durante le numerose interviste, ma anche durante programmi televisivi. E' convinto, inoltre, di avere una sorta di poteri paranormali, come un sesto senso molto sviluppato e una capacità di udire, anche meglio dei cani, ogni singolo rumore. A causa di ciò, racconta Gackt, fa molta a fatica a dormire, perchè le sue orecchie sono costantemente tese a sentire ogni cosa, anche le voci di numerosi spiriti. (non so se il motivo sia questo, ma è comunque un dato di fatto che lui soffra un pò d'insonnia e che per dormire debba ricorrere all'uso di pastiglie...). Gacchan ha spesso raccontato anche di avere rischiato la vita da bambino: "L'episodio risale a quando avevo 6 anni, stavo nuotando nell'oceano quando all'improvviso ho rischiato di affogare; tutto a un tratto invece, non so come, sono riuscito a salvarmi. E' stato da quel momento che ho cominciato ad avere questi strani poteri". Quello che dice Gackt riguardo la sua vita secolare è strano, ma se devo essere sincera....se lui mi guardasse dritto negli occhi io gli crederei anche se mi dicesse di saper volare e teletrasportarsi!! La personalità di Gackt è molto divertente. Dice sempre qualcosa che, a volte non intenzionalmente, riesce a scatenare le risa fra i presenti, conduttori, pubblico e sè stesso XD C'è inoltre da notare che rispetto ai primi anni in cui appariva in TV è molto più sciolto e disinvolto e partecipa con più allegria e voglia ai vari giochi e sketch dei programmi. E' un perfezionista e quando si accorge che qualcuno sa fare qualcosa meglio di lui, fa di tutto per riuscire ad eguagliarlo e poi batterlo a sua volta - e praticamente ci riesce sempre! E' anche un tipo ostinato ed aperto a nuove esperienze, cerca di fare sempre tutto almeno una volta, anche se a volte rischia di passare per matto. April 22 Qualche curiosità su GacktHa paura degli scarafaggi April 09 Qualcosina in più su Gackt...Nome: Gackt Camui (è un nome d'arte. Gackt sarebbe la contrazione di "Gaku" {musica} e "to" {indica grandezza} quindi ciò che viene fuori è Grandezza della musica. Come potete vedere, la modestia è il punto forte di Gackt ) Vero nome: Satoru Okabe (così si mormora, e qualcuno dice che lui l'ha confermato in una trasmissione televisiva...) Luogo di nascita: Okinawa Luogo di residenza: Kyoto Età: lui dice di essere nato nel 1540, quindi dovrebbe avere 465 anni... Ma la sua vera data di nascita è il 4 Luglio 1973... Piccola differenza eh? Gackt è nel fior fiore degli anni e se li porta divinamente Gruppo Sanguigno: A Altezza: 1.80, molto superiore alla media giapponese! Peso: Oscilla, ma si aggira sempre intorno ai 60 Kg Misure: 98-68-88 Numero di scarpe: 42 Capelli: Difficile definirli, passa spesso e volentieri dal castano al biondo, in tutte le tonalità possibili ed immaginabili! Occhi: Da buon giapponese, Gackt ha gli occhi marroni, ma ha una enorme collezione di lenti a contatto Carattere: Piuttosto ambizioso, vuole essere sempre il n.1! Lingue parlate: Oltre alla sua lingua madre, il giapponese, parla perfettamente il cinese mandarino, conosce l'inglese e il francese. Attualmente sta studiando il coreano e il cantonese, ma sembra che addirittura gli piacerebbe imparare anche l'italiano! Sport praticati: Conosce molto bene varie arti marziali come il Karate, l'Aikido, il Jujitsu e il Judo. Sa anche sciare, giocare a Golf e a biliardo Strumenti praticati: Essendo un tuttofare, Gackt non manca di saper suonare il pianoforte, la batteria, la chitarra, il basso, il flauto e il violino Famiglia: Padre musicista, madre parrucchiera, una sorella maggiore e un fratello minore... Educazione: Ha ricevuto un'educazione molto rigida sin da bambino. I suoi genitori gli permettevano di rado di guardare la televisione e comunque si trattava soltanto di programmi culturali, niente a che vedere con lo svago e il divertimento...E' cresciuto ascoltando musica classica e ha cominciato a suonare il pianoforte dall'età di 3 anni. Stato civile: Divorziato, è stato sposato per qualche tempo con una donna coreana... Si parla di ciò in una sezione della sua biografia Jihaku Animali: Un bassotto di nome Beru Constantine Chappi e una gatta di nome Mei Cantante Preferito: Yoshida Miwa, del Gruppo DREAMS COME TRUE Film preferito: "Città degli angeli", "Braveheart", "Soldier", "C'è posta per te" Manga preferiti: "Banana fish", "Monster", "Gundam" Profumo: Egoïste Platinum di Chanel Bibita preferita: Vino rosso, tè, vodka Cibo preferito: Kimchi (un cibo coreano), insalata di uova, banane, spaghetti, yuzupon e molti altri; ama cucinare il curry... Odia in assoluto ogni tipo di dolce (questo spiegherebbe perchè è così magro...) Colore preferito: Nero e Bianco Attori preferiti: Meg Ryan, Sandra Bullock, Brigitte Fonda, John Travolta, Brad Pitt, Nicholas Cage Unico difetto (non x tutti!): Fuma come un turco! (ah a proposito! La marca delle sue sigarette è Joker) April 03 Gackt.. cantante misterioso..Personaggio misterioso, Gackt è uno dei musicisti più creativi in attività.
March 07 Il senso delle cose...... è tracciato in un segmento di tempo
e noi, punti indefiniti,
vaghiamo in esso
come fosse una retta
spinti dalla convinzione
del suo infinito correre
ignari della sua effimera dimensione
perdiamo il senso dell'oggi
rincorrendo un ignoto domani
scordandoci ieri...
AnDrEa_XXI.IX.MMV_ January 25 GEISHA, l'abbigliamentoNelle occasioni importanti un susohiki, detto anche hikizuri (suso è il la parte inferiore del kimono, hiki significa trascinare) è il kimono più elegante di una geisha o di una maiko . Lo indossano soprattutto per danzare e cantare.E' un kimono più lungo degli altri e con l'orlo leggermente imbottito in modo da ricadere a terra elegantemente . Il susohiki non viene ripiegato in vita in modo da sollevare l'orlo da terra, ma questo viene lasciato come elegante strascico.Nelle feste eleganti , i tatami stesi a terra proteggono dall'usura lo strascico mentre all'esterno le geishe camminano sostenendolo ripiegando e sollevando l'orlo con la mano sinistra in un gesto chiamato hashori, facendo vedere il nagajuban che ovviamente è in colore e motivo coordinato al kimono, e la fodera del kimono stesso, anch'essa decorata. GEISHA , sensualita' ed erotismoNell'epoca Kamakura la donna veniva confinata in casa e repressa lasciandola senza cultura a curare il focolare domestico. La conseguente noia che assaliva gli uomini li portava alla ricerca di donne con piu' personalita' e indipendenti :le geishe. January 08 GEISHA : sensualita' e seduzioneGeisha è l'unione di due kanji che significano "arte" e "persona": significa quindi "persona esperta nelle belle arti , nelle belle maniere" o più semplicemente “artista”. La Geisha e' una professionista nell'arte di intrattenere ed allietare noiose cene d'affari e banchetti.Una geisha coniuga spontaneità e raffinato artificio. La sua conversazione e' attenta e elegante. La bellezza della geisha e' insita nella sua padronanza della canzone, della musica , del ballo , dell'abbigliamento, della raffinata presenza in qualunque occasione le si presenti.Lo scopo di una geisha e' di arrivare a rappresentare la perfetta incarnazione dell'iki, canone estatico su cui si basa l'essenza dell'essere giapponese. Per noi occidentali potrebbe rappresentare la "grazia" intesa in senso ampio ed estetico. L'Iki è il uno stile, un comportamento, l'essenza della seduzione che sceglie la via piu' difficile del mutamento , dell'adattabilita' dell'anima al proprio interlocutore. Tutto cio porta la geisha al di la' della sua immancabile bellezza fisica : essa contiene in se' la propria arte. La geisha studia la parte coinvolgendo tutto il suo essere : la modulazione del respiro, la silhouette, le aconciature, l'incedere. Il suo fisico deve essere sottile e slanciato, il volto affilato, le sue guance, dal colore pallido come "il fiore di ciliegio" o "glaciali " cosi' da ricordare l'autunno. La voce deve poter variare la tonalita' raccogliendo una gamma che spazia da dalla malinconia al brio. Il trucco facciale e' particolare: la bocca va ridisegnata in modo da mostrare, col ritmo delle labbra, rilassatezza e tensione assieme. Gli occhi devono assumere un'espressione che evoca la dolcezza lasciando intravvedere opportunamente punte di civetteria. Deve calzare sandali con i piedi rigorosamente nudi , elemento fondamentale di seduzione, anche d'inverno, sovrastati da Kimono poco appariscenti , con colori delicati e intonati alla stagione. Il colletto del kimono deve lasciare scoperta la nuca affinche' appaia la seduzione di una breve apertura sull'intimita' del corpo. Il " komata" e' una bella linea sottile sulla parte alta posteriore del collo che viene spesso truccata per rispecchiare la figura della zona genitale ; cio' significa per la geisha "l'aspirazione alla perfezione della bellezza erotica unita all'arte". I capelli normalmente lisci e di colore "nero lucente e profondo possono essere acconciati secondo un adeguato canone estetico (es . " a foglia di gingko", "shimada ", …). La donna che sceglie di intraprendere questa professione deve applicarsi ad anni di studio e disciplina. Per perfezionare le tecniche e sostenere i notevoli costi di abbigliamento (un kimono elegante puo' raggiungere i 15-20.000euro) , il trucco, la cura del corpo e della cultura necessitano di molto denaro. L'unica via quindi e' affidarsi come tradizione ad un facoltoso sponsor (okiya o danna-san) . In cambio del sostegno finanziario l'okiya ottiene particolare attenzioni e dedizione. La geisha ha sempre rappresentato l'aristocrazia del mizu shouba e non e' da considerarsi una prostituta. Se fornisce prestazioni sessuali, lo fa a sua discrezione o come parte di una relazione duratura. Il suo lavoro è vendere un sogno - fatto di sontuosità, romanticismo, esclusività - ai più ricchi e potenti uomini del Giappone: politici, uomini d'affari e yakuza. Molte geisha raggiunta una certa età sono state spose di uomini facoltosi e di alto livello sociale. Sin dall'antichita' , diventare geisha non comprendeva l'insegnamento delle arti amatorie; anzi, dovendo arrivare vergini al mizu age, era loro prescritto di stare il più lontano possibile da qualsiasi contatto di tipo sessuale. Era un modo diverso di essere donna. La geisha era la donna per eccellenza, un gioiello, una cosa rara da ammirare e apprezzare. Una figura ben distinta dalla geisha è quella della "maiko" ("danzatrice"), giovanissima che studia per divenire geisha. Essa è ben riconoscibile dal kimono molto più colorato, con maniche e obi allungato. Anche le maiko sono richiestissime sul lavoro, poiché la loro giovinezza e candore compensano la mancanza di quell'esperienza che soltanto le geisha più affermate possiedono. La cerimonia della rotazione del collare (erikae) segna il cambiamento, l'evoluzione da maiko a geisha. December 11 Uno, nessuno, centomila... ioDa noi quando parlate di voi stessi usate il pronome di prima persona singolare ‘io’. Altrettanto non viene fatto in Giappone, dove ci sono almeno 7 forme diverse di uso quotidiano per esprimerlo, a seconda del sesso, dell’età, dell’educazione di chi parla e soprattutto del modo di voler essere rispettosi col proprio interlocutore. Poichè in giapponese è necessario che i livelli vengano rispettati, nel tempo si sono sviluppati diversi modi di esprimere la stessa cosa con valori differenti, da usare secondo le circostanze. Concentrandoci sul pronome ‘io’, innanzitutto bisogna presentare watashi ela sua forma più femminile atashi. Sono ottimi per ogni circostanza, non creeranno mai problemi. Pettegolezzo: Lamù, nella versione originale del manga, per dire ‘io’ usa la parola uci, che di solito è adottata in alcune espressioni non troppo eleganti colsenso di ‘mio/appartenente alla mia casa/al mio gruppo’. “Uci no hito” x esempio vuol dire “il mio uomo/mio marito”. Passando alla lista dei modi di dire ‘io’, uno dei termini più comuni è boku. Molto meno fine di watashi o del suo onorifico watakushi, va bene se si è in compagnia di amici o conoscenti stretti. Le persone di mezza età tendono a dire washi, con la ‘i’ quasi muta, così che il suono sembra quello di un sapone scivoloso, uàsc... Da evitare accuratemente, anche se lo si può sentire spesso, è il termine ore. E’ un modo x dire ‘io’ che ha una connotazione volgare e che si usa x esprimere se stessi in modo molto aggressivo. Essendo adatto ad un malavitoso, yakuza, è meglio evitarlo. Infine, quando un giapponese indica se stesso non punta il dito al petto, ma l’indice al naso. Vedere x credere! Se cominciate a pensare che il giapponese sia complesso, vorrei farvi notare che anche l’italiano non scherza: pensate a un giapponese che cerca di capire l’uso di un modo verbale che non esiste nella sua lingua: il congiuntivo! =) December 08 Onomatopee.....In Giappone anche gli animali avrebbero bisogno di un buon interprete! Infatti, se un gallo italico fiero del suo canto cercasse di attirare le galline giapponesi asuon di ‘chicchirichì’, verrebbe snobbato perchè laggiù i galli fanno ‘kokekokko’. I cani abbaiano ‘wanwan’ e i gatti miagolano ‘nyaanyaa’. Questa introduzione mi serve per presentarvi i suoni onomatopeici, cioè le parole che col loro suono imitano ciò che rappresentano. In italiano x esempio può essere la parola ‘fruscio’. In giapponese le onomatopee sono centinaia e non imitano solo i suoni naturali ma possono descivere l’immagine di una certa situazione. Questo tipo di parole è molto importante e non viene usato solo x i fumetti (come da noi), perchè spesso è l’unico modo di descrivere con precisione una condizione o un’azione. X esempio si può warau, ridere, ‘nikoniko’,’niyaniya’, ‘gheraghera’, ‘kusukusu’, ‘herahera’... In ordine la traduzione è: sorridere, sogghignare, ridere in modo sfrenato, risatina sciocca, riso accondiscendente. E’ estremamente difficile padroneggiare qst linguaggio, che si impara a fondo solo se si nasce li. Inoltre è abbastanza complesso capire il corretto significato dell’onomatopea se la staccate del contesto in cui è usata. A seconda del verbo o della parola che accompagna può avere significati molto diversi: ‘hitahita’ indica sia il rumore di un’onda che si infrange piano sulla spiaggia che il rumore del nemico che attacca a passo sicuro! Per quanto riguarda il loro uso nei manga, bisogna dire che è molto intenso, perchè gli autori intensificano l’immagine dei disegni col suono di ciò che rappresentano. Il rumore della pioggia che cade è sempre segnato con uno ‘zaa’, anche se si vede benissimo che sta piovendo. Tanto per fare qualchealtro esempio: qnd state uscendo con la persona che amate non sentite il cuore fare ‘dokidoki’ o ‘ukiuki’ ? e quando siete tristi e sospirate non fate ‘tohoho’ ? Meno romanticamente il dentifricio esce dal tubetto facendo ‘nyurunyuru’ e il dolore da scottatura solare è ‘hirihiri’. A qst punto mi sorge un dilemma: che Raffaella Carrà abbia inventato il ‘tucatuca’ dopo un viaggio in Giappone??? =) Quartieri 2I quartieri nord-orientali di Kita e Arakawa e gran parte di quelli di Bunkyo non si distinguono dai loro corrispettivi della zona est; ad eccezione del quartiere di Chiyoda. Si tratta di Akihabara (familiarmente, Akiba) e Jinbocho. Akiba è, con Hong Kong, la capitale mondiale dell’elettronica. E’ un concentrato di negozi di prodotti elettronici, dai palazzi di 9 piani al negozietto dell’usato e del rubato nascosto in qualche vietta secondaria, ed è vasto quanto una cittadina italiana di media grandezza. In questo quartiere trovate concentrate tutte le novità del campo, sparse nella miriade di negozi ( come Ishimaru o Yanagiva ); purtroppo molti prodotti possono essere utilizzati solo in Giappone. Se mai vi capitasse di anadrci fate un bel giro x i negozi perchè i prezzi dello stesso prodotto possono avere differenze abissali anche in negozi della stessa catena! =) December 05 QuartieriLa caratteristica di Tokyo nijusanku è quella di essere suddivisa in 23 quartieri (ku), ognuno dei quali ha caratteristiche specifiche. La parte orientale, cioè i quartieri di Edogawa, Katsushika, Adachi, Koto, Sumida, Taito è chiamata ‘Shitamachi’, cioè città bassa. E’ la parte della città cheè meno cambiata nel tempo,conservando molti edifici antichi e luoghi caratteristici, nonchè una propria lingua particolare, rivendicata dai locali come “vera lingua di Tokyo”. Shitamachi è il regno degli edokko, cioè delle famiglie che da più generazioni abitano a Tokyo e di ciò fanno gran vanto. Oggi, la gran parte di questi quartieri è occupata da zone residenziali e da piccole imprese ed ha un aspetto un po’ decadente. Numerosi sono anche i parchi, come quello di Kasai (Edogawa) in riva al mare, i luoghi caratteristici come Ueno ed Asakusa o i posti dove si può passeggiare lungo i fiumi che attraversanoquesto settore: il Sumida, il Nakagawa, l’Aragawa, il Shinnakagawa e l’Edogawa. E’ in questa parte della città l’unica zona definita balneabile, Odaiba, vero e proprio inferno affollato di ragazzini e windsurf appena fa capolino il sole. I succitati Asakusa ed Ueno sono considerati il cuore della vera cultura di Tokyo: Ueno è famosa x il grande parco, lo zoo, il museo d’arte ed il mercato all’aperto. Asakusa, invece, è la zona storica, col suo tempio e la famosa Kaminarimon, cioè ‘la porta dei fulmini’, caratteristica pe l’enorme lanterna... Continua =) December 04 TokyogaSignifica ‘immagini di Tokyo’. Immagini perchè di Tokyo non si potrebbe mai dare una visione d’insieme, ma solo impressioni su particolari sfuggenti. Tokyo non è una realtà unitaria: è un insieme di piccole realtà in continua trasformazione ed evoluzione. Il panorama stesso della città muta di giorno in giorno; vecchi edifici vengono abbattuti e nuovi palazzi sono fondati, ad un ritmo x noi inconcepibile. Altra cosa da specificare è perchè Tokyo e non Giappone. Ebbene un consiglio che do è quello di non dare credito a quanti vi dicono che tutto il Giappone è ormai diventato una grande, modernissima Tokyo. Le isole del Sol Levante e la loro capitale sono cose completamente diverse. Le grandi città nipponiche sembrano una Tokyo in ritardo di 10 anni sull’originale. Che siano Osaka o Okayama, Kyoto o Sapporo, tutte hanno un’aria un po’ dismessa che si distingue da quella multicolore della capitale. Insomma la vita della capitale e quella della provincia sono distanti anni luce tra loro. Ciò che noi chiamiamo Tokyo è in realtà denominata shutoken, cioè area della capitale. E già arrivo a una precisazione. Tokyo, che significa ‘capitale dell’Oriente’, è in realtà il nome di uan stazione che si trova più o meno al centro del grande agglomerato urbano e che non è distante dal palazzo imperiale, cuore della città e simbolicamente del Giappone. Il nome Tokyo viene usato anche per: Tokyo nijusanku ( 23 quartieri sotto la giurisdizione diretta del ‘municipio’ cittadino, tutti con lo stesso prefisso tel. ) e Tokyoto ( area metropolitana di Tokyo, x meglio capirci provincia di Tokyo ). All’interno di questa ci sono infatti diverse città ( shi ), come Chofu, Tanashi, Hachioji, Mitaka,ecc. Shutoken, infine, indica la sterminata fascia urbana che va dalla punta meridionale di Yokohama a quella di Chiba, toccando a nord la città di Omiya. All’interno dello shutoken gli edifici si susseguono ininterrottamente dando vita ad un panorama così uniforme da credere che tutte le singole città siano un’unica area urbana. Per capire meglio pensiamo ad una Matrioska: all’interno dello shutoken c’è Tokyoto; dentro questa c’è Tokyo nijusanku; al cuore di quest’ultimo esiste un posto che è la Tokyo vera e propria. Il fatto che i giapponesi chiamino x semplicità tutte queste cose colmedesimo nome di Tokyo può creare confusione. Spero di non averne creata troppa e che vi sia venuta voglia di affrontare questo piccolo viaggio con me all’inteno del Sol Levante, della sua gente e delle sue tradizioni... =) December 03 Buonasorte & MalasorteI giapponesi sono estremamente superstiziosi, quindi è meglio sapere alcune piccole cose al riguardo per evitare, x esempio, di regalare un pettine a qualcuno...La direzione nord-est è considerata sfortunata perchè è quella da cui entrano ed escono i demoni. Ha anche un suo nome specifico, kimon, appunto ‘cancello dei diavoli’.Quindi non si deve costruire una casa con l’entrata rivolta verso nord-est. Si ritiene anche che dormire con la testa sul cuscino rivolto a nord porti sfortuna perchè è il modo in cui vengono preparati i morti per il funerale.Mentre nei nostri calendari troviamo i nomi dei santi del giorno, in quelli giapponesi sono indicati i giorni positivi e quelli no.I più importanti sono i giorni Tai-an, ‘grande serenità’, eccellenti per celebrareil matrimonio, e all’opposto i giorni Butsumutsu, ‘morte di Budda’, giorni negativi ma ottimi per i funerali.Il numero 4 è sfortunato perchè lo si può pronunciare shi, che è lo stesso suono della parola ‘morte’.Per tale motivo le stanze degli ospedali son sempre numerate 1, 2, 3, 5...Non regalate mai ad amici giapponesi oggetti, fiori o altro in numero pari.Quando piove i bambini fanno delle bambole in carta ostoffa su cui disegnano un sorriso, chiamate teruteruboozu, traducibile approssimativamente con ‘piccolo bonzo che fa splendere il sole’. Pregando: “Ashita tenki ni naré”, ovvero ‘diventa tempo domani!’ invitano il sole a tornare.“Chabashira ga tatsu” è un buon segno! Significa trovare ‘lo stelo di uan foglia di the che galleggia’ nella tazza. E x finire, perché bisogna evitare di regalare pettini?Perché pettine si dice kushi: ku è il suono della parola ‘vuoto’, mentre shi, come dicevo prima, significa ‘morte’ e non è carino augurare a qualcuno di sparire dalla circolazione!
Gaijin NewsSparse tra le mie poesie, le canzoni e i miei interventi proporrò anche un po' di informazioni sul giappone ed i giapponesi, per farvi avvicinare a questa affascinante cultura...Bhè comincerò subito... December 01 pensiero profondo....Il Denaro
puo comprare una casa
ma non un focolare;
puo comprare un letto
ma non il sonno;
puo comprare un orologio
ma non il tempo;
puo comprare un libro
ma non la conoscenza;
puo comprare una posizione
ma non il rispetto;
puo pagare il dottore
ma non la salute;
puo comprare l'anima
ma non la vita;
puo comprare il sesso
ma non l'amore.... November 05 ...Avrei un sacco di cose da scrivere...
ma lascio che le lettere si trasformino in parole...
e che queste diventino aria...
che io possa soffiare verso le tue orecchie...
in modo che suonino come la musica piu' soave ed avvolgente che tu abbia mai sentito... |
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